×
×
Document
La Spalla Congelata e la Terapia Manuale

La Spalla Congelata e la Terapia Manuale

La capsulite adesiva (spalla congelata) è un disturbo muscoloscheletrico caratterizzato da dolore alla spalla con una progressiva perdita del movimento. La capsulite adesiva colpisce la capsula articolare della spalla e provoca una progressiva cicatrizzazione dei tessuti.

Non sono ancora chiare le cause, infatti colpisce circa il 2-5% della popolazione, con una prevalenza delle donne rispetto agli uomini sulla spalla dell’arto non dominante.

Diversi autori sostengono che la capsulite adesiva si sviluppi in tre fasi :

  • FASE 1 detta “Freezing stage “, in cui si assiste ad una progressiva perdita di mobilità su tutti i piani ed aumento del dolore.
  •  FASE 2 ” Frozen stage” (fase congelata/di rigidità), caratterizzata da un ulteriore aumento della rigidità e dolore costante .
  •  FASE 3 “Thawing stage” (di scongelamento),  in cui vi è solitamente la risoluzione del dolore e un graduale recupero della mobilità  con persistenza di debolezza muscolare.

Non esiste una diagnosi precisa per la spalla congelata. La diagnosi si basa sulla valutazione clinica e sull’assenza di alterazioni radiografiche.

La terapia manuale può essere un valido strumento (non l’unico!) nel trattamento riabilitativo della spalla congelata come è dimostrato da numerosi studi scientifici.

In un Trial Clinico Randomizzato del 2015 è stata confrontata l’efficacia a breve termina tra la mobilizzazione glenomerale posteriore con la fisioterapia convenzionale per valutare il miglioramento nella rotazione esterna in pazienti con capsulite adesiva.

Sono stati reclutati 57 pazienti divisi in due gruppi, entrambi randomizzati e che hanno ricevuto dieci sessioni di trattamento. Il gruppo sperimentale ha ricevuto una mobilizzazione posteriore glenomerale.

Il gruppo di controllo ha ricevuto invece un programma di fisioterapia convenzionale con ultrasuoni, esercizi auto assistiti, esercizi di Codman, esercizi con Swiss ball ed esercizi isometrici.

Il gruppo sperimentale ha avuto in significativo miglioramento con una differenza di 46,3 gradi rispetto ai 18,1 del gruppo di controllo. C’è stata inoltre una differenza nella percezione del dolore (p=0,0002) e un miglioramento della funzione (p<0.0001) nel gruppo con la mobilizzazione posteriore glenomerale.

Si può affermare dunque che la mobilizzazione glenomerale posteriore è un ottima tecnica a breve termine per la capsulite adesiva per diminuire il dolore e migliorare la funzione articolare. L’aumento del grado della rotazione esterna della spalla supera di oltre 20 gradi l’incremento ottenuto con il trattamento convenzionale.

Il Fisioterapista ovviamente non si limiterà ad utilizzare solo la Terapia Manuale.

Le più recenti teorie neuroscientifiche evidenziano la correlazione che viene a crearsi tra il dolore periferico e il coinvolgimento successivo del Sistema Nervoso Centrale

Si può pensare,infatti, che la spalla congelata non sia una patologia solo “distrettuale” o “periferica”, ma un disturbo muscoloscheletrico che coinvolge e si instaura anche nel Sistema Nervoso Centrale provocando un ulteriore peggioramento dei sintomi e del dolore.

Bibliografia

Gutiérrez Espinoza HJ, Pavez F, Guajardo C, Acosta M. Glenohumeral posterior mobilization versus conventional physiotherapy for primary adhesive capsulitis: a randomized clinical trial.