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Efficacia della Riabilitazione Cardiologica dopo l’infarto del miocardio.

Efficacia della Riabilitazione Cardiologica dopo l’infarto del miocardio.

Con il termine Cardiopatia Ischemica viene definito uno spettro di malattie a diversa eziologia dovute ad uno squilibrio tra la richiesta metabolica e l’apporto di ossigeno al miocardio.

In questa moltitudine di malattie troviamo l’infarto del miocardio.
L’infarto del miocardio è dovuta ad un’ischemia acuta che persiste sufficientemente a lungo da provocare la necrosi cellulare. È rappresentata da un’alterazione anatomica irreversibile del miocardio e causata da un’improvvisa riduzione o dall’arresto del flusso coronarico.

Tra i fattori di rischio ritroviamo:

  • Aterosclerosi Coronarica
  • Cardiomiopatie ipertrofiche
  • Stenosi valvolare aortica
  • Anomalie congenite dei vasi coronarici
  • Traumatismi
  • Ridotto apporto di Ossigeno

La disabilità conseguente all’infarto dipende dalle modalità e dalla tempestività dell’intervento terapeutico.

In una Revisione Sistematica con Metanalisi del 2011 di Patrick R. Lawler et al si è studiata l’efficacia della riabilitazione cardiologica nelle persone colpite da infarto del miocardio.

Sono stati analizzati 34 Trial Clinici Randomizzati (6111 pazienti) e i risultati dimostrano che c’è stata una riduzione statisticamente significativa delle possibilità di reinfarto, di mortalità cardiovascolare e di tutte le altre cause di mortalità dovute ai fattori di rischio.

Ma cosa si intende per riabilitazione cardiologica?

Per spiegare cosa sia la riabilitazione cardiologica occorrerebbero decine e decine di pagine, verranno accennati solo alcuni principi ed esempi.

La riabilitazione cardiologica si rivolge ai pazienti con disturbi dell’apparato cardiovascolare.

La riabilitazione cardiologica si è evoluta nel corso del tempo passando da una semplice prescrizione di esercizi ad un programma che coinvolge l’istruzione e il supporto sociale del paziente.

I benefici della riabilitazione cardiologica dopo un infarto sono stati riconosciuti dalle società scientifiche internazionali e sono state stilate delle linee guida per la riabilitazione nei pazienti infartuati.

Si distingue in tre fasi:


La fase 1 si riferisce ai pazienti durante il periodo di ospedalizzazione. A causa della diminuzione della degenza ospedaliera, la fase 1 è diventata meno formale.

La fase 2 si riferisce ai processi che includono il monitoraggio dell’esercizio riabilitativo nei 4 mesi dopo le dimissioni dall’ospedale.

La Fase 3 è il continuamento del percorso riabilitativo e dell’attività fisica

Le prescrizioni degli esercizi nella riabilitazione cardiologica devono iniziare sempre con dei test di tolleranza all’esercizio per valutare anche la comparsa dei sintomi.

La riabilitazione consiste in esercizi aerobici da 20 ai 60 minuti di allenamento dai 3 ai 5 giorni per settimana al 50%-80% di tolleranza massima.
Sono stati introdotti ultimamente anche sessioni di High Intensity Interval Training (HIIIT) che produce un aumento della capacità di sopportare i carichi di lavoro.
Entrambi gli esercizi vengono effettuati a corpo libero, sul treadmill o sulla cyclette.

Sono previsti, inoltre, anche esercizi di mobilizzazione, esercizi di ginnastica respiratoria ed esercizi a corpo libero per migliorare e per permettere al paziente di relazionarsi di nuovo con l’ambiente circostante.

Bibliografia
Lawler PR, Filion KB, Eisenberg MJ. Efficacy of exercise-based cardiac rehabilitation post-myocardial infarction: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Am Heart J. 2011 Oct;162(4):571-584.e2. doi: 10.1016/j.ahj.2011.07.017. Epub 2011 Sep 3. PMID: 21982647.
McMahon SR, Ades PA, Thompson PD. The role of cardiac rehabilitation in patients with heart disease. Trends Cardiovasc Med. 2017;27(6):420-425. doi:10.1016/j.tcm.2017.02.005
Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Malattie del sistema circolatorio