home > in parlamento > interrogazioni parlamentari 1996-2006

 

11 aprile 2002
Piccole imprese artigiane a rischio in Abruzzo dopo la sentenza della Corte Europea

INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE E AL MINISTRO PER LE POLITICHE COMUNITARIE

Premesso che: - la Corte di Giustizia Europea ha recentemente stabilito che le agevolazioni di tipo previdenziale ed assistenziale previste a favore delle imprese per i contratti di formazione lavoro (cfl) nel periodo 1995-1999 sono applicabili esclusivamente per l'assunzione di giovani di età fino a 25 anni (29 anni se laureati); - lo Stato italiano, con proprie leggi n. 169/91 e 451/94, aveva aumentato l'età massima ammissibile a 32 anni a partire dal 1995, dando però alle Regioni la possibilità di elevare, a propria discrezione, tale limite; - con proprie disposizioni, la Regione Abruzzo ha stabilito pertanto che potessero essere assunti con contratto cfl i disoccupati fino a 40 anni di età, senza alcuna limitazione legata al possesso del titolo di studio (decisione della C.R.I., Commissione Regionale per l'Impiego, del 28/7/95); - in questo modo, è stato possibile in Abruzzo avviare al lavoro 40.000 persone circa, di cui buona parte con età superiore a 25 anni; - in virtù della decisione della Corte Europea, potrebbe essere richiesto a tali imprese il rimborso dei contributi non versati, che ammontano mediamente a 8.000 euro per ciascun dipendente; - dato che tale situazione riguarda fondamentalmente le imprese artigiane, che occupano meno di 10 dipendenti, da una stima approssimativa elaborata dall'organizzazione del settore, essendo circa 6000 i dipendenti fuori dai parametri europei, si avrebbe per il comparto un costo complessivo di oltre 40 milioni di euro; - tale cifra, se richiesta e pagata, metterebbe in ginocchio l'intero settore, con gravi ripercussioni negative sulla stessa occupazione; si chiede di sapere: - se i Ministri in indirizzo siano al corrente di tale situazione; - come pensino di attivarsi per risolvere il problema, magari con interventi indiretti che compensino, senza incorrere in violazioni comunitarie, i danni subiti dall'imprenditoria abruzzese, anche in considerazione del fatto che, in tema di sgravi contributivi, l'Abruzzo ha già pagato prezzi molto alti e che, comunque, le imprese hanno agito nel pieno rispetto di leggi e regolamenti emanati dai precedenti Governi, nazionali e regionali, che hanno concesso agevolazioni non ammesse dalla normativa comunitaria, illudendo gli imprenditori locali e i cittadini abruzzesi.

Risposta pervenuta il  

Altre risorse:
http://www.andreapastore.com/comunicati_stampa.asp?ID=109

 
f