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ROMA _ Se la Camera procederà spedita come il Senato, che martedì voterà sul ddl costituzionale che mira a cancellare l'esilio dei Savoia, Vittorio Emanuele e il figlio Emanuele Filiberto potrebbero tornare in Italia entro l'estate. Se lo augura il relatore del disegno di legge Andrea Pastore, presidente della prima commissione di Palazzo Madama, anche se considera difficile che la proposta possa essere approvata con la maggioranza dei due terzi. E più realisticamente prevede un ok a maggioranza assoluta. Cosa questa che potrebbe aprire lo spazio a un referendum confermativo, che se ci fosse sarebbe il secondo in 56 anni sui Savoia nella storia del paese. I Ds si asterranno e chiedono che i discendenti dell'ex casa regnante facciano una dichiarazione di fedeltà alle istituzioni repubblicane. La posizione dei Ds è stata espressa in aula al Senato da Massimo Brutti. «La Repubblica - ha detto - non ha nulla da temere se i Savoia tornano in Italia. Ma se si vuole operare questa scelta si deve capire che essa ha un forte rilievo storico. Per questo noi proponiamo di subordinare il rientro dei discendenti dei Savoia a una dichiarazione di piena e assoluta lealtà alle istituzioni del nostro paese».
I senatori della Margherita sono favorevoli al ritorno dei Savoia. «Siamo pienamente d'accordo nel riconoscere i diritti di cittadinanza ai signori Savoia ma saremo inflessibili nel non consentire al revisionismo storico, sotto qualsiasi forma», ha detto il senatore della Margherita Egidio Pedrini spiegando in aula la posizione del suo gruppo nella discussione sul disegno di legge costituzionale per il rientro dei discendenti dell'ex casa reale. |