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ROMA - La maggioranza trova un accordo definitivo sulla regolarizzazione degli extracomunitari privi di permesso di soggiorno che lavorano come colf o che svolgono attività di assistenza domiciliare ad anziani e disabili. L'intesa è giunta al termine di un vertice a palazzo Chigi con il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, i ministri delle Riforme e del Welfare Bossi e Maroni, il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, il sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione Alfredo Mantovano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato (che ha all'esame il ddl sull'immigrazione) Pastore ed il relatore di maggioranza Gabriele Boscetto. Le norme per la regolarizzazione saranno contenute in un emendamento del governo. Al termine del vertice è stato annunciato un provvedimento in tempi brevi per l'ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali, mentre
il decreto sui flussi sarà varato dopo l'approvazione del ddl. La regolarizzazione riguarderà solo le categorie di lavoratori extracomunitari individuate oggi e per le quali il Ccd-Cdu aveva sollecitato una soluzione ancor prima che il disegno di legge venisse approvato dal Consiglio dei ministri. ''Di altre categorie, oggi, non abbiamo parlato'', ha precisato Boscetto. Prima di Natale il Biancofiore era tornato ad insistere con gli alleati, trovando in un primo momento una ferma opposizione da parte della Lega. Poi però, al termine di un vertice al Senato, anche il Carroccio aveva dato il proprio assenso. In quell'occasione si parlò di una delega al ministro Maroni. Oggi la decisione di risolvere la questione con un emendamento del governo da inserire nel ddl in discussione a Palazzo Madama. I lavoratori extracomunitari che saranno regolarizzati (le stime della Caritas parlano di oltre 200 mila persone) dovranno dimostrare di avere un lavoro, un alloggio, e non dovranno avere carichi pendenti con la giustizia. Non sarà comunque un'operazione a costo zero né per i datori di lavoro né per gli stessi lavoratori. Con ogni probabilità, infatti, i primi dovranno pagare una quota, non elevata, di contributi per il pregresso, mentre i lavoratori dovranno pagare una quota parte delle tasse. Si tratta ancora di ipotesi, come ha sottolineato Boscetto, ma l'intenzione è quella di prevedere una qualche contribuzione a carico degli uni e degli altri. Saranno stabilite anche sanzioni penali a carico di datori di lavoro e lavoratori che forniranno dichiarazioni non vere su rapporto di lavoro, reddito e presenza in Italia. L'emersione dal sommerso avverrà con il contratto di soggiorno, il nuovo meccanismo previsto dal ddl che condiziona il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. La maggioranza ha confermato il proprio no al mantenimento dell'istituto dello sponsor, che invece l'opposizione vorrebbe mantenere pur se con qualche modifica: ''è un meccanismo - ha sottolineato Boscetto - che si è prestato a troppe elusioni''. |