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E’ ingeneroso il comportamento dei componenti il CUP (Comitato Unitario Professioni) nei confronti del Governo e della maggioranza di centrodestra.
Contestando al Governo la mancanza di un progetto di riforma degli Ordini e annunciando una giornata di protesta, il CUP dimostra di aver dimenticato l'azione politica che il centrodestra ha svolto nella precedente legislatura, impedendo all'allora maggioranza dell'Ulivo di smantellare il sistema delle professioni, un rischio di assoluta gravità, ma contro il quale non c’è stata la mobilitazione del CUP pari a quella annunciata per il 12 dicembre prossimo.
Il CUP non tiene conto non solo del quadro politico generale e della pesante eredità lasciata dal centrosinistra (non ultima una riforma ingestibile degli studi universitari), ma anche di molteplici interventi effettuati dal centrodestra a favore delle libere professioni in materia fiscale e previdenziale.
Sul punto della riforma generale delle professioni, il CUP dimentica il nuovo articolo 117 della Costituzione, che attribuisce tale materia a legislazione concorrente Stato-Regioni: come pensa il CUP che la legislazione regionale possa intervenire nel campo delle professioni? O pensa forse che il legislatore nazionale possa provvedere in materia senza tenere conto di una norma di rango costituzionale?
La Commissione Affari Costituzionali del Senato, che ho l’onore di presiedere, ha deliberato di dar corso a un'indagine conoscitiva sugli effetti dell'ordinamento delle revisioni costituzionali appena approvate, ed è questa la sede di confronto e di approfondimento nella quale potrà proporsi lo scioglimento di un problema di così vasta e inaspettata rilevanza. senatore Andrea Pastore |