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A primavera i Savoia rientreranno in Italia. Se ne dice convinto Andrea Pastore (FI), presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, che ieri ha dato il primo via libera al disegno di legge sospensivo della XIII disposizione transitoria della Costituzione, quella che vieta ai discendenti maschi di Casa Savoia l' accesso al suolo italiano. Assenti, durante la discussione, gli esponenti delle opposizi oni, a eccezione del verde Sauro Turroni, che ha votato contro: «Si vuole cancellare - dichiara - il giudizio storico su una monarchia che ha appoggiato il fascismo, ha promulgato le leggi razziali e poi è fuggita ignominiosamente». Il testo a pprovato dalla Commissione affari costituzionali conferma che i beni di Casa Savoia sul territorio nazionale rimangono allo Stato Italiano, ma consente ai Savoia il rientro in Italia e la possibilità di esercitare i diritti elettorali attivi e passiv i. Una chance che l' ex re di Bulgaria Simone II, parente dei Savoia, proprio quest' anno si è giocato al meglio: rientrato in patria ha fondato un partito, ha vinto le elezioni, è diventato primo ministro. Anche Emanuele Filiberto, figlio di Vittori o Emanuele, recentemente si è dichiarato «capace di regnare». Il padre, prudentemente, si limita a cercare appoggi. Si congratula con Berlusconi, a maggio, per il successo elettorale. A febbraio scrive al presidente Carlo Azeglio Ciampi chiamandolo e splicitamente «presidente di tutti noi italiani». Nel suo passato però ci sono gaffes storiche. Nel ' 97 in un' intervista al Tg2 dichiara: «Le leggi razziali non sono state così terribili». Nel marzo dell' anno scorso definisce la XIII disposizione transitoria della Costituzione «una fanfaronata, fatta per proteggere quella repubblichetta che era venuta su». Nel febbraio scorso dice di non voler giurare fedeltà alla Costituzione: «Perché dovrei? Non ho cariche pubbliche». Viene processato e ass olto in Francia per l' omicidio di un giovane tedesco, nell' estate 1978 all' isola di Cavallo. Nel 1981 il suo nome viene trovato nelle liste dei presunti iscritti alla P2. La prima proposta di legge per abrogare la XIII disposizione transitoria fu presentata nel 1979 dal Movimento sociale italiano-Destra nazionale. Da allora ci sono state altre iniziative, ma nessuna giunta a conclusione. Ieri i primi a rallegrarsi sono stati i senatori di An Michele Bonatesta e Giuseppe Valditara. Favorevole al rientro anche il presidente dei senatori del Ccd-Cdu, Francesco D' Onofrio: «Ma non dobbiamo confondere - precisa - il giudizio storico con il diritto costituzionale». Claudio Lazzaro |