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27/ 9/2001

rassegna stampa
IL PICCOLO DI TRIESTE
Sì della commissione Affari costituzionali del Senato.
Agli ex reali sarà consentito di votare, essere eletti e ricoprire incarichi pubblici. Non riavranno i beni confiscati Primo via libera al rientro dei Savoia in Italia

ROMA - La commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale sui Savoia dicendo sì anche ai diritti elettorali dei discendenti dell'ex casa reale. Il testo approvato, che accoglie un emendamento presentato dal relatore Andrea Pastore, consente non solo il rientro dei Savoia in Italia ma dà loro anche la possibilità di esercitare i diritti elettorali attivi e passivi.
Il nuovo testo dice che il primo e il secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione «esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale». Il primo comma, che il testo della Camera non abrogava, stabilisce proprio che «i membri di casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici nè cariche elettive», mentre il secondo stabilisce il divieto di rientro in Italia per gli ex re, le loro consorti e i discendenti maschi. Se il Parlamento approverà il testo su cui si è pronunciata ieri la commissione Affari Costituzionali, i Savoia potranno tornare in Italia, votare, candidarsi alle elezioni e ricoprire incarichi pubblici. Resterebbe invece in vigore il terzo comma della disposizione costituzionale, quello che assegna allo Stato italiano tutti i beni dell'ex casa reale presenti sul territorio nazionale. Il via libera al Senato del disegno di legge costituzionale per il rientro dei Savoia in Italia fa fare un ulteriore passo avanti a una vicenda che si trascina ormai da decenni, tra alti e bassi. La prima proposta di legge per abrogare tutti e tre i commi della XIII/a disposizione transitoria fu presentata nel 1979 dall'allora Msi-Dn. Da allora le iniziative erano state molte, ma non erano mai arrivate al voto. Sorte solo in parte diversa ha avuto un ddl di riforma costituzionale approvato il 9 maggio 1997 dal governo Prodi. A dicembre del 1997 la Camera lo aveva approvato in prima lettura. La legge si era però bloccata al Senato.

 

 

 
Il Piccolo di Trieste
 
 
 
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