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ROMA _ La commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato il via libera alla legge costituzionale sui Savoia dicendo sì anche ai diritti elettorali dei discendenti dell’ex casa reale. Il testo approvato, che accoglie un emendamento presentato dal relatore Andrea Pastore, consente non solo il rientro dei Savoia in Italia ma dà loro anche la possibilità di esercitare i diritti elettorali attivi e passivi. Il nuovo testo dice che il primo e il secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione «esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale».
Il primo comma, che il testo della Camera non abrogava, stabilisce proprio che «i membri di casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici nè cariche elettive», mentre il secondo stabilisce il divieto di rientro in Italia per gli ex re, le loro consorti e i discendenti maschi. Se il Parlamento approverà il testo su cui si è pronunciata ieri la commissione Affari Costituzionali, i Savoia potranno tornare in Italia, votare, candidarsi alle elezioni e ricoprire incarichi pubblici. Resterebbe invece in vigore il terzo comma della disposizione costituzionale, quello che assegna allo Stato italiano tutti i beni dell’ex casa reale presenti sul territorio nazionale. «Si è avviato il processo di superamento di una norma anacronistica», questo il pensiero del senatore di An, Michele Bonatesta. Di tutt’altro avviso invece il senatore dei Verdi Sauro Turroni: «Si tratta di una decisione anacronistica e sbagliata, che vuole cancellare il giudizio storico sulle responsabilità di una monarchia che si è resa responsabile di gravissime colpe nei confronti del popolo italiano appoggiando il fascismo». |