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L’AQUILA - Posizioni esattamente invertite al senato, rispetto a cinque anni or sono, allora fu il centrosinistra ad infliggere un secco 4 ? 1 al centrodestra, che poi acquistò altri due seggi nel recupero regionale. Domenica scorsa è stata la Casa delle Libertà a rifarsi con qualche interessa in più, di cui diremo avanti, restituendo un sonoro 4 ? 1, che lascia davvero poco all’immaginazione, sul fronte dei cinque collegi del maggioritario, alla coalizione dell’Ulivo, che poi ha attinto gli altri due seggi dal recupero regionale. Gli «interessi» di cui si diceva, stanno tutti nella circostanza che entrambi gli uscenti dell’Ulivo, per inciso calibri del peso del ministro (ex) Ottaviano Del Turco e dell’ex sottosegretario Bruno Viserta, hanno potuto far ricorso al «paracadute» del proporzionale, risultando i meglio piazzati tra i quattro sconfitti dell’Ulivo. Insomma, anche in Abruzzo, c’è un «caso nazionale», sotto le spoglie di una più che agguerrita professionista «imprestata» alla politica, l’avvocatessa Maria Claudia Ioannucci, che è stata preferita dagli elettori, rispetto al «marsicano» Del Turco, forte del valore indotto di una carica ministeriale e, per buona misura, di una campagna elettorale lanciata sul colleggio da molti, molti mesi. Un altro elemento da cogliere è che l’unico collegio senatoriale conquistato in prima battuta dall’Ulivo è stato quello di lanciano/Vasto, coincidente o quasi (guarda caso) con il territorio dei due collegi uninominali della Camera della Camera nella provincia teatina, che sono stati appannaggio del centrosinistra. Ci sarà da disquisire e molto (certamente sarà al centro del dibattito nei prossimi giorni) sul fatto che, a fronte di una generale affermazione della Casa delle Libertà in Abruzzo (al proporzionale i partiti del Polo hanno superato la soglia del cinquanta per cento dei consensi), il non certo entusiasmante risultato nella provincia di Chieti (capoluogo escluso) non lo si debba attribuire appunto a qualche errore di valutazione nella candidature. Ma tant’è, i giochi sono ormai fatti e la realtà, così come venuta fuori dalle urne, non la si potrà certo cambiare con i se e con i ma. Resterà, al massimo, l’amaro in bocca di non essere riusciti ancora una volta (errori di candidature, inutile nasconderselo, vennero commessi anche cinque anni fa) a cogliere in pieno le potenzialità di questa regione e far sì che l’Abruzzo potesse riversare la sua vera «immagine politica» nel Parlamento nazionale. Dove per inciso, restando al Senato di cui stiamo disquisendo, assieme a quanti sono già stati citati, approderanno Andrea Pastore (il più votato in assoluto), Rocco Salini e Lucio Zappacosta per la Casa delle Libertà, con Tommaso Coletti, l’unico dell’Ulivo, appunto, ad essere eletto in prima battuta in un collegio uninominale.
G. V.
PESCARA - MONTESILVANO. Non è stato necessario aspettare l’alba: prima delle quattro del mattino Andrea Pastore aveva già avuto la certezza del sorpasso avvenuto rispetto al candidato dell'Ulivo. Un risultato sperato, quello che ha visto ribaltarsi il favore dell'elettorato rispetto al 1996, quando Pastore fu eletto con i "resti"; un risultato augurato e soprattutto costruito con tanto lavoro, non solo durante la campagna elettorale che lo ha visto visitare tutti i Comuni del collegio, ma nel corso degli ultimi cinque anni. Un lungo periodo passato sui banchi dell'opposizione, che ha consentito al fondatore del primo club di Forza Italia a Pescara, nel lontano 1994, di conservare le posizioni conquistate nel 1996, quando fu eletto per la prima volta, e di acquisire, sul campo, la fiducia di tanti altri elettori. «Sono molto soddisfatto del risultato, com'è facilmente intuibile; devo ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno confermato la fiducia, ma voglio dire sin da ora che sarò comunque il senatore di tutti i cittadini del mio collegio. Forte dell'esperienza accumulata nel corso di questi cinque anni - ha proseguito Pastore - mi impegnerò a tutti i livelli per andare incontro alle esigenze della popolazione di tutto il mio collegio».
Il senatore riconfermato, eletto stavolta al primo colpo, ha trascorso l'intera nottata con coloro che per oltre un mese hanno animato il comitato elettorale. Presso la sede di piazza Duca d'Aosta, Pastore è arrivato poco dopo la mezzanotte, quando già cominciava a profilarsi il risultato. Dopo aver passato la giornata festiva in famiglia, il notaio (professione che svolge con passione dal 1976, da quando decise di seguire le orme del padre) non ce l'ha fatta a rimanere davanti alla televisione ad attendere il verdetto delle urne. E così, nella sede elettorale allestita accanto al suo studio, ha cominciato a scorrere i primi dati. Dati confortanti soprattutto quando si è vista notevolmente ridotta la distanza con l'avversario Viserta nelle roccaforti della sinistra, da Montesilvano a Città Sant'Angelo, o quando è apparsa netta la vittoria a Spoltore e ad Alanno. «Sono molte le questioni che ho affrontato durante la scorsa legislatura - spiega Pastore pensando al lavoro che lo aspetta -. Molti i grandi temi che ho sostenuto con tenacia in questi cinque anni. Sono consapevole della grossa responsabilità che mi è stata affidata dagli elettori con questa decisa conferma; per questo garantisco che sarò sempre reperibile per tutti, anche se dovrò trascorrere molto tempo a Palazzo Madama. Il merito del mio successo - ha concluso - va naturalmente al sostegno che l'elettorato ha tributato alla Casa della Libertà e al presidente Silvio Berlusconi, alla coesione delle forze della coalizione e al sostegno generoso di tutti coloro che hanno collaborato con me».
Stato d’animo ben diverso traspariva ieri dal volto e dalle dichiarazioni del senatore uscente dell’Ulivo Bruno Viserta (Ds) che, battuto nel confronto diretto con Pastore, conserva comunque il suo posto grazie al seggio che gli è stato assegnato con i resti dal Collegio unico nazionale (Cun). Viserta, sottosegretario alla Sanità durante il Governo Prodi, nelle precedenti politiche aveva battuto il "rivale" Pastore: stavolta è toccato a lui essere "ripescato". Il «sorpasso» subìto in queste ultime consultazioni a opera del suo avversario è dovuto, secondo Viserta, a ragioni politiche che - ha affermato - «riguardano tutto il Paese e non certo solo l’Abruzzo: il Polo si è presentato compatto nello scontro con l’Ulivo, che invece ha perso l’alleanza di Rifondazione comunista e di Di Pietro. Sono molto amareggiato - ha commentato il senatore Ds -. Alla coalizione di centro-sinistra, qui in Abruzzo, non posso rimproverare nulla: sono state presentate ottime candidature in tutti i collegi e tutti hanno lavorato molto, con intensità e armonia che non si vedevano da tempo». |