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ROMA - Il ministro per le Riforme Antonio Maccanico non vede «alcun ostacolo» a cambiare la norma transitoria della Costituzione che impedisce il rientro in Italia degli eredi di casa Savoia, tuttavia osserva che a questo scopo una dichiarazione solenne di fedeltà alla Costituzione aiuterebbe a semplificare l'iter parlamentare. Il ministro, intervenendo alla trasmissione "Radio anch'io", ha sottolineato che non si tratta «di alcuna condizione chiesta ai Savoia». «L'importante - ha aggiunto - è che però venga un segnale chiaro e forte, una dichiarazione pubblica, autonoma, da parte dei Savoia». In merito Vittorio Emanuele «ha promesso di farla questa dichiarazione, allora la faccia». Intanto, confermato che non esistono i tempi tecnici per approvare la legge costituzionale che abroga la disposizione transitoria della Costituzione per il rientro in Italia dei Savoia, a Palazzo Madama prende piede l'ipotesi di un "voto simbolico". Cioè si potrebbe approvare in seconda lettura (ne servono quattro complessivamente) il ddl ma solo con largo consenso tra le forze politiche e senza far finire la commissione Affari costituzionali del Senato nelle secche dell'ostruzionismo. Così finirebbe l'iter parlamentare della legge, non consentirebbe ai Savoia di tornare ma sarebbe un chiaro segnale per i parlamentari della prossima legislatura che potrebbero subito mettere mano alla legge. E’ quanto sostiene il presidente della Commissione, Massimo Villone. La commissione Affari costituzionali ha, infatti, esaminato la questione dei Savoia ed il relatore Andrea Pastore (FI), ha chiesto che si proceda comunque all'approvazione della norma costituzionale anche se mancano i tempi tecnici per le quattro letture parlamentari. Nulla da eccepire per Villone. Interviene il presidente dei senatori di Forza Italia, Enrico La Loggia: «È tempo di chiudere una vicenda troppo lunga. La Repubblica non ha nulla da temere». Domenico Maselli (Ds), relatore del progetto di legge del governo Prodi presentato nel maggio '97, per permettere ai Savoia il ritorno in Italia, dice: «La discussione è assurda, questo dibattito dà un ruolo importante ai Savoia e invece...». Per Maselli «appare strano vietare a dei signori, perchè ormai tali sono, la libera circolazione nell'Unione Europea». Critico Franco Giordano, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera: «Si ergono sempre più barriere per l'ingresso dei poveri e dei meno abbienti nel nostro paese, barriere che invece si abbassano sempre più verso i potenti, i re e le regine. Questo è inaccettabile». Invece Gustavo Selva, presidente dei deputati di An, ha chiesto al presidente della Cmaera Violante di mettere all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo la commemorazione di Maria José
R.pol. |