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Come annunciato il 17 agosto scorso, il senatore Andrea Pastore (Fi), presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in relazione alla morte in carcere del sindaco di Roccaraso (L'Aquila), Camillo Valentini.
Nel testo, Pastore sottolinea le numerose anomalie dell'intera vicenda, dalle modalita' con le quali si e' proceduto all'arresto alle condizioni di vita nel supercarcere di Sulmona (L'Aquila), e chiede se i risultati dell'inchiesta disposta dallo stesso Castelli, ''abbiano accertato che tutte le procedure previste dalla normativa in vigore sono state rispettate''. Sarebbe opportuno, secondo Pastore, immaginare per la struttura carceraria una ''regolamentazione che tenga conto delle oggettive, traumatiche condizioni morali e psicologiche che un detenuto, senza precedenti penali e arrestato per la prima volta, vive entrando in un carcere''. In particolare, Pastore chiede se sia vero che nessun colloquio con il magistrato sia stato disposto prima e, soprattutto, dopo l'arresto, nonostante le reiterate istanze avanzate in tal senso dalla difesa del Sindaco Valentini. Il senatore ritiene opportuno verificare, anche eventualmente attraverso il Csm, ''la sussistenza degli elementi previsti per la concessione delle misure cautelari, visto il tempo trascorso dalla richiesta di esse e la loro applicazione, in considerazione del fatto che gia' da tempo il Sindaco Valentini si fosse autosospeso dalle proprie funzioni''. Secondo il parlamentare abruzzese, e' opportuno chiarire se siano senza fondamento i dubbi avanzati circa il fatto che l'applicazione delle misure cautelari e, soprattutto, le modalita' dell'esecuzione dell'arresto e il ripetuto diniego a un colloquio chiarificatore con il Magistrato, ''non ipotizzi un uso quanto meno superficiale della privazione della liberta' personale''. Il senatore chiede anche se siano state accertate le responsabilita' su come possa essere accaduto che ''quel detenuto, gia' di per se' certamente atipico, rinchiuso in una cella d'isolamento di un Carcere di massima sicurezza, sia riuscito a eludere la sorveglianza che avrebbe dovuto essere predisposta, e a suicidarsi''. Infine, Pastore rileva le ''singolari'' circostanze ''che hanno portato almeno cinque Pm a occuparsi dell'inchiesta e/o ad abbandonarla immediatamente''. |